mercoledì 22 febbraio 2017

Una cover delle Little Mix per Ed Sheeran

Ed Sheeran è tornato ad esibirsi al BBC Live Lounge - popolare show radiofonico della BBC Radio 1 - e per l'occasione, oltre alle sue nuove canzoni, ha scelto di rendere omaggio alle Little Mix con la cover della loro "Touch". Prima di eseguire il brano il cantante ha ammesso di essere un fan del quartetto femminile diventato famoso grazie ad X Factor: "Ho assistito ad un loro concerto a Milano lo scorso anno, uno dei pochi concerti a cui ho preso parte da spettatore nel 2016! Non c'è una loro canzone che non mi piaccia".
"Touch" è stata pubblicata dalle Little Mix nel 2016 come secondo singolo dal loro quarto album "Glory Day". Il brano - che porta la firma di Hanni Ibrahim, Patrick Patrikios, A.S. Govere e Phil Plested - ha raggiunto la numero 4 della classifica inglese.
Accompagnato dalla sua band e dalle coriste, Ed ha eseguito la sua versione mantenendo la melodia originale ma con un arrangiamento molto in stile "Sheeran". Subito dopo l'esibizione è arrivato il tweet di ringraziamento da parte delle Little Mix.

martedì 21 febbraio 2017

Animal Collective: la cover di "Jimmy Mack" nel nuovo EP

"Jimmy Mack" fu portata al successo nel 1967 da Martha and The Vandellas. La canzone - scritta dal celebre team Holland–Dozier–Holland - è stata ora ripresa a mezzo secolo di distanza dagli Animal Collective per il loro nuovo EP, The Painters. La band americana aveva già eseguito il brano nel corso del tour dello scorso anno.
La versione originale venne registrata nel 1964 con l'ausilio dei The Funk Brothers, la mitica formazione di Detroit che ha suonato nella maggior parte dei successi della Motown. Il brano venne però accantonato: il testo della canzone parla di una ragazza che si augura che il proprio fidanzato torni presto a casa e il Quality Control della Motown considerò il tema poco adatto ad essere trattato in una canzone durante gli anni della Guerra del Vietnam. Ma forse la canzone venne messa in stand-by perchè considerata troppo simile allo stile delle Supremes. Seconda la leggenda fu lo stesso Barry Gordy il boss della Motown a decidersi a pubblicarla: il brano vide così la luce nel febbraio del 1967 quando Annette Beard (che cantava come seconda voce) aveva in realtà già abbandonato il gruppo. La canzone fu l'ultima nella storia della band di Martha Reeves a raggiungere la Top 10 di Billboard e la numero 1 della Billboard RnB,
Sheena Easron riportò al successo la canzone nel 1985 e nel 2010 Phil Collins la cantò nnell'album "Going Back". La versione degli Animal Collective è coraggiosa e divertente, con un basso rumoroso e sintetizzatori anni 80. Niente fiati e armonie vocali
e in primo piano la voce solitaria di David Portner (Avey Tare)
Una delle migliori cover del 2017

lunedì 20 febbraio 2017

Oleta Adams: la cover di Blowin' in the wind

C'è anche un omaggio a Bob Dylan nel nuovo album di Oleta Adams, cantante e pianista americana che ottenne l’attenzione della critica e del pubblico alla fine degli anni 80 grazie alla collaborazione con i Tears For Fears e al successo del singolo “Rhythm of Life”.
L’album – che si intitola “Third Set” e arriva a 8 anni di distanza del precedente lavoro in studio – contiene numerose cover fra le quali spicca l’intensa versione di “Blowin’in the wind” il grande classico scritto da Dylan nel 1962, vero manifesto della controcultura americana. La canzone fu pubblicata l’anno successivo nel secondo album del cantautore The Freewheelin' Bob Dylan. La melodia - anche se è difficile da credere - è basata su un canto degli schiavi afroamericani No More Auction Block. Ma a passare alla storia è il testo con quella "risposta che aleggia nel vento".
Innumerevoli le cover realizzate nel corso degli anni: a partire da quella edulcorata cantata da Peter Paul & Mary che nel 1963 raggiunse la numero 2 delle classifiche americane. E poi molte altre versioni di successo da Joan Baez a Sam Cooke, da Stevie Wonder a Etta James, da Elvis Presley a Dolly Parton. Il sito SecondHandSongs ne ha catalogato oltre 200. Molte anche le versioni “Italiane”: Mina, Bobby Solo mantennero il testo originale mentre Luigi Tenco e i I Kings cantarono la versione tradotta da Mogol con il titolo “La Risposta”.
La versione di Oleta Adams dura oltre 6 minuti, molto di più dell’originale la cui durata era inferiore ai 3 minuti. Nell'album "Third Stage" compaiono anche omaggi a Joni Mitchell, Cole Porter e Nina Simone. "A questo punto della mia carriara la cosa più bella è che non devo chiedere a nessuno che canzoni posso cantare" ha raccontato la Adams a proposito del disco.

venerdì 17 febbraio 2017

Jasmine Thompson: una nuova versione di Mad World

Jasmine Thompson ha pubblicato una nuova versione di "Mad World" dei Tears For Fears, brano che la giovane cantante inglese aveva già interpretato nel 2013.
Si tratta di una versione remix ad opera di Eden Prince che fornisce una chiave di lettura più dance deep senza perdere gli elementi pop della traccia. La cover della Thompons è stata utilizzata alla fine del 2016 per la campagna pubblicitaria delle Poste Italiane.
Diventata famosa grazie alle sue cover da milioni di views su Youtube e alla sua Hit ‘Adore’ (Disco di Platino in Italia) Jasmine non è nuova ai featuring coi produttori dance: dal suo feat su ‘Sun Goes Down’ di Robin Schulz (Disco D’oro In Italia) e la cover di Ain’t Nobody’ con Felix Jaehn (Disco di Platino) fino ai brani con Hugel, Thomas Jack, Vice.
La versione originale di Mad World risale al 1982. Il brano - scritto da Roland Orzabal - faceva parte del disco di debutto dei Tears For Fears. Le nuove generazioni lo hanno però scoperto grazie alla eterea cover cantata da Gary Jules e contenuta nella colonna sonora del film culto Donnie Darko. Versione alla quale la stessa Jasmine Thompson sì è chiaramente ispirata.

mercoledì 15 febbraio 2017

Rag'N'Bone Man: ascolta il tributo a Beyoncé

Rag'n'Bone Man ha conquistato tutti nel corso della sua prima esibizione al BBC Live Lounge, la trasmissione della BBC Radio 1, vero punto di riferimento per gli appassionati di cover di tutto il mondo.
Oltre a "Human" il cantante britannico ha eseguito una bella versione di "Freedom" di Beyonce, il quarto estratto "Lemonade" il sesto album in studio della cantante americana uscito nel 2016
Una cover intensa, nella quale Rory Graham (questo il vero nome del cantante) mette in evidenza anche le sue doti di rapper, visto che esegue senza indecisioni anche la parte che nella versione originale era affidata a Kendrick Lamar. L'intro del brano è invece un omaggio a Isaac Hayes.
Certamente una delle migliori cover eseguite nel corso del 2017 al BBC Live Lounge.
Il cantante ha da poco pubblicato l'album di debutto "Human".

Una cover di Modugno contro la violenza sulle donne

Resta cu'mme è uno dei grandi classici di Domenico Modugno che la scrisse insieme a Dino Verde nel 1957. Fu però anche la prima canzone a dare al cantante pugliese qualche grattacapo visto che il verso " Nun me 'mporta dô passato, nun me 'mporta 'e chi t'ha avuto" fu considerato eccessivo e fu costretto dalla commissione di censura a trasformarlo nel più casto: «Nun me 'mporta si 'o passato, sulo lacreme c'ha dato». Solo alcuni anni più tardi Modugno incise la versione con il testo originale.
Secondo la leggenda Dino Verde aveva scritto quei versi in mezz'ora, seguendo le indicazioni di uno spartito che lo stesso Modugno gli aveva fatto pervenire in camerino prima di una esibizione a teatro.
La versione originale di Resta 'cumme fu inserita nel quinto album di Domenico Mogugno, intitolato "La strada dei successi" pubblicato nel gennaio del 1958.
Il primo ad interpretare il brano dal vivo fu Marino Marini nel corso dei suoi concerti al Capriccio di Milano. Modugno fu però il primo ad incidere la canzone. Dopo di lui molti artisti hanno pubblicato una cover della canzone: da Roberto Murolo a Marcella Bella, da Claudio Villa a Renzo Arbore. Elio e Le Storie Tese la inserirono nel medley della celebre Born To Be Abramo. Molte anche le traduzioni all'estero; in inglese con il titolo di "Stay With Me", in spagnolo " Ven junto a mi" e in francese con il titolo di " C'est puls facil a deux".
A 50 anni di distanza il brano è stato ripreso dalla cantante cilentina D'Aria, accompagnata da Nando Misuraca (tastiere, programmazioni) Vincenzo Palumbo (chitarre acustiche, 12 corde) Pino Rega (basso) Francesco Corato (batteria)

Prodotto dalla Suono Libero Music di Nando Misuraca, nasce da una duplice esigenza: da una parte l'eterno amore per un rivoluzionario della musica italiana come Domenico Modugno (nel passato ha inciso una versione crossover di “Tu sì na cosa grande") , dall’altra una riflessione dell'artista su una relazione tormentata che ha dato origine ad episodi di vero e proprio maltrattamento fisico e morale.

martedì 14 febbraio 2017

Una cover dei Coldplay nella colonna sonora di 50 Sfumature Di Nero

C’è anche una cover di “The Scientist” dei Coldplay nella colonna sonora del film “50 Sfumature Di Nero” uscito nelle sale italiane lo scorso 10 Febbraio. A interpretare il celebre brano della band inglese è Corinne Bailey Rae, cantautrice britannica che nel 2006 ottenne un buon successo anche in Italia con il singolo “Put Your Records On”. Una versione con un arrangiamento molto fedele all’originale, dal quale si differenzia soprattutto per la durata decisamente più ridotta.
Il brano – scritto insieme dai quattro componenti della band – faceva parte del secondo album dei Coldplay e nel novembre del 2002 fu pubblicato come terzo singolo entrando nella Top 10 delle classifiche inglesi e ottenendo un buon successo anche nelle classifiche italiane. Merito anche del bel video girato interamente “al contrario”.
Chris Martin ha raccontato di aver preso ispirazione da “All Things Must Pass” di George Harrison.
E’ la canzone dei Coldplay che vanta il maggior numero dio cover, alcune delle quali anche di grande successo come quella interpretata dal cast sella serie Glee nel 2012 che entrò nella nella Billboard Hot 100, facendo quindi meglio della versione originale. La prima ad interpretare il brano fu però nel 2003 Aimee Mann (ex voce dei ‘Till Tuesday) ma degne di nota sono anche le versioni di Willie Nelson e Avril Lavigne.

lunedì 13 febbraio 2017

Michael Bolton: la cover di When a man loves a woman

Michael Bolton ha inciso una nuova versione di "When a man loves a woman" il classico di Percy Sledge del 1966. Il cantante americano aveva già cantato il brano nel 1991. Una cover che all'epoca permise a Bolton di conquistare uno dei suoi tanti Grammy Award e la vetta della Billboard Hot 100, e contribuì al grande successo dell'album " Time, Love & Tenderness".
"Ho cantato questo brano migliaia di volte - ha raccontato la 63enne star statunitense - ma penso che questa sia la mia miglior interpretazione in assoluto della canzone"

Il brano porta la firma di Calvin Lewis e Andrew Wright, musicisti della band di Percy Sledge, il quale però anni dopo si attribuì la paternità della canzone affermando che avrebbe dovuto comparire anche lui come co-autore.
Nel 1966 la canzone raggiunse la vetta della classifica Billboard Hot 100 e della classifica R&B, ed è rimasto il più grande successo nella carriera del cantante americano, scomparso nel 2015 all'età di 74 anni.
La canzone tornò in classifica anche nel 1980 grazie alla cover cantata da Bette Midler,
Nel 1987 il brano venne usato dalla Levi's per la propria campagna pubblicitaria televisiva e il singolo tornò in classifica in tutto il mondo: in Inghilterra raggiunse addirittura la posizione numero due, facendo quindi meglio del 45 originale che nel 1966 si era fermato alla numero 4,
La nuova versione cantata da Michael Bolton è contenuta nel suo nuovo album "Songs of Cinema" che contiene 10 classici presi dalle colonne sonore di celebri pellicole, da "Il Mago di Oz" (1939) a "Il Grande Freddo" (1983), da "Guardia del Corpo - The Bodyguard" (1982) a "Casablanca" (del 1942), da "Risky Business" (1983) a "Stand By Me" (1986).


domenica 12 febbraio 2017

Addio a Al Jarreau: le sue cover più belle

Il mondo della musica a lutto per la morte di Al Jarreau. Il leggendario cantante americano - l'unico ad aver vinto tre Grammy in tre diverse categorie (pop, jazz, R&B) si è spento a 76 anni a Los Angeles, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale. Da poco aveva annunciato il suo ritiro dalle scene.
La sua lunga carriera iniziata negli anni 60 lo ha portato a vincere ben sette Grammy (il primo nel 1978 e l'ultimo nel 200) e e a lasciare un segno importante, soprattutto grazie a molte cover davvero indimenticabili.

Come le 5 cover che abbiamo scelto per ricordarlo.

Nel 1976 la bella versione di "Fire and Rain" di James Taylor contenuta nell'album Glow.